martedì 9 ottobre 2007

LUCCA COMICS & games



Credo sia la prima volta che il manifesto simbolo dell'evento viene dedicato a un personaggio dei giochi di ruolo e non a uno dei fumetti.
Anche la scritta 'games' campeggia in bella evidenza nel suo rosso acceso e sembra quasi sottindere che ci sia stato un sorpasso nelle preferenze degli organizzatori.
Tuttavia, secondo me, andare a Lucca solo per i giochi di ruolo sarà sempre come entrare in un' enoteca per bere birra.
Per carità, non ho niente contro chi ordina birra nelle enoteche e nemmeno contro chi si occupa di giochi di ruolo, però...credo che il brulicare di idee, colori, personaggi, artisti e aspiranti tali che animano i padiglioni dei fumetti sia uno spettacolo senza pari.
A ogni modo, come ogni anno, pur non facendo parte dell'esercito dei giocatori, mi preparo anch'io alla mia personale 'quest'.
Il riepilogo che sto preparando in un bel folgio di excel dice che devo recuperare:
- alcuni numeri (una ventina circa) di Napoleone, per avere la collezione finalmente completa;
- i primissimi numeri di John Doe, che sto cercando senza fortuna da qualche mese e non riesco a darmi pace;
- un paio di numeri mancanti della ristampa dei Peanuts edita dalla Panini;
- due speciali della Dc disegnati da Darwyn Cooke che mi sono scappati;
- qualche cosa di Seth e dell'autore di Blankets, di cui non mi ricordo mai il nome.
Quest'anno mi piacerebbe tornare a casa anche con una bella tavola originale, magari di John Byrne, acquistata a buon prezzo.
Forse è il caso che mi faccia accompagnare anche da un guerriero, un mago e un troll.

sabato 6 ottobre 2007

Allora lo fanno apposta....


Come se in giro non ci fossero già abbastanza tentazioni, Sony ha annunciato ufficialmente che il prezzo della Ps3 scenderà a 399 e 499 Euro (a seconda della capienza dell'hard disk).
Trovate la notizia qui.
Si riuscirà a resistere?

venerdì 5 ottobre 2007

Non si può, ma sarebbe proprio bello...


Quand'ero piccolo, non guardavo i film di Bud Spencer e Terence Hill. Li studiavo.
Seguivo le loro avventure con quel rapimento che può provare solo un bambino al cospetto dei suoi eroi.
Rimanevo estasiato davanti alla nonchalance con cui Bud si scrollava di dosso dieci malcapitati assalitori, ammiravo la destrezza e la furbizia di Terence Hill e, più in generale, imparavo a memoria ogni loro battuta, tanto che potrei doppiare tranquillamente i loro film anche ora.
Ho sempre pensato che, almeno le loro pellicole più riuscite, siano costruite su fondamenta più solide di qualche schiaffone e qualche vecchia gag.
Certo, ci sono anche quelli, ma dietro di loro si può intravvedere quasi una filosofia di vita, in cui gli amici non tradiscono mai, i buoni vincono sempre e i cattivi, nel peggiore dei casi, ne escono con qualche dente in meno.
E' quasi un'utopia.
L'altro giorno, facendo zapping, mi sono imbattuto in un film della serie 'Piedone' e non sono riuscito a evitare di pensare a quanto sarebbe bello vivere in un mondo così, in cui il bianco è sempre bianco e anche i problemi peggiori si risolvono, al massimo, con uno sberlone.
Un mondo in cui, alla fine della giornata, si può partire per il giro del mondo in barca a vela dando a intendere che si mangerà solo marmellata.

mercoledì 3 ottobre 2007

Argh! (ossia, perché un blog di fumetti parla poco di fumetti)


Ho intitolato il blog anche ai fumetti, che rimangono una mia grande passione, ma mi accorgo di non averne parlato poi molto.
In effetti, la verità è che, anche se ne acquisto molti, a volte passa parecchio prima che ne legga. Perché?
Beh, non è solo un problema di tempo.
A me sono sempre piaciuti molto quelli americani, ma avete mai provato a sfogliare un albo della Panini (Marvel) o della Planeta (DC), recentemente?
Quasi sicuramente non troverete una storia completa e leggibile di per sé, ma una puntata di una saga in più numeri.
Ciò accade perché oggi le loro storie, che in USA di solito sono pubblicate in albi di 32 pagine di cui solo 22 a fumetti,sono concepite come saghe in più parti, destinate a essere raccolte in volume.
In questo modo, il singolo albo a fumetti, che ospita solo una parte della saga, perde di significato, se preso singolarmente.
Spesso, tra un numero e l'altro non ci sono nemmeno i cliffhanger, i finali che tengono il lettore con "il fiato sospeso"; semplicemente, la storia si interrompe per riprendere nel numero successivo.
Ciò significa che una lettura "spezzata" non è solo difficoltosa, per lo sforzo di memoria che richiede, ma anche poco soddisfacente, perché il lettore è chiamato a calarsi senza preamboli nel mezzo di una vicenda avviata magari molti mesi prima.
Guardando la cosa più "dall'alto", si direbbe che le major del fumetto abbiano scelto di sacrificare il grande affresco della continuity dei loro universi narrativi per una sorta di micro-continuity fatta di singole saghe con labili connessioni tra loro.
Negli ultimi anni sono state di certo pubblicate storie lunghe molto significative, ma il piacere di prendere un albo a caso tra quelli acquistati e seguire una storia dall'inizio alla fine sullo stesso numero sta diventando un fatto raro.
Da tempo io seguo il sistema di ammassare i numeri di una saga, aspettando la sua conclusione, per leggerli poi in pochi giorni. E qui subentra il problema di avere un bel po' di tempo a disposizione.
A ogni modo, per compensare i pochi post sull'argomento, mi impegno sin da ora a realizzare un ampio reportage dalla fiera di Lucca. Stay tuned!

martedì 2 ottobre 2007

Autunno (un aneddoto non proprio edificante)


Nella mia città l'avvento dell'autunno è sinonimo di castagne.
Alcuni viali ne sono completamente ricoperti e il suono sordo dell'impatto di quelle che cadono dagli alberi e colpiscono il terreno è la colonna sonora tipica del periodo.
Per i pochi che non lo sanno, le castagne, oltre a donare un meraviglioso tocco colorato al paesaggio, godono anche di prerogative "balistiche": la forma irregolare conferisce loro la possibilità, a patto che siano colpite nel modo corretto, di percorrere anche distanze considerevoli, e prenderle a calci per vedere sin dove arrivano è una tentazione irresistibile. Anche oggi, per esempio, ho visto un uomo di età "matura" sferrare un bel calcione a una grossa castagna, facendole disegnare un'ottima traiettoria di qualche decina di metri.
Io mi astengo dal calciarle dall'ultimo anno di liceo.
Il viale che percorrevo tornando a casa con i miei compagni ne era ingombro e scoprimmo il divertimento che ci potevano procurare quando il più educato di noi, colpendone una per errore, centrò in pieno la borsa della spesa portata da una ragazza, che lo guardò malissimo, facendolo diventare paonazzo.
Dopo quell'incidente, il calcio della castagna divenne per noi un'attività quotidiana. Aspettavamo di avere il viale sgombro davanti a noi e partiva la gara per vedere chi arrivava più lontano.
Il primato assoluto è il mio e l'ho conquistato con il lancio con cui si è anche conclusa la mia carriera agonistica.
Come sempre, ho aspettato di non avere nessuno davanti e ho calciato con forza una delle più grosse castagne che abbia mai visto. Questa ha iniziato a procedere a piccoli balzi, poi a saltelli e, man mano, acquistava velocità. Non so quante decine di metri abbia fatto senza rallentare e anzi accelerando, mentre la guardavamo stupiti.
So però come si è fermata. C'era una coppia di vecchiette all'orizzonte e una di loro portava il cappello. Da una distanza enorme abbiamo visto increduli, e io anche terrorizzato, la castagna che puntava dritta verso la testa di una di loro.
Avrei voluto urlare qualcosa per avvertirla, ma non ce l'ho fatta.
Stavo per chiudere gli occhi pregando che non succedesse nulla quando la castagna ha centrato il cappello, che ha girato diverse volte su se stesso prima di finire a terra. Grazie al cielo la vecchietta non si è fatta nulla e noi dopo esserci ripresi dallo spavento abbiamo riso come pazzi.
Da allora non calcio più castagne...o almeno non così forte...e non vedo più molti dei ragazzi che erano con me quel giorno.
Però in questo periodo mi chiedo sempre se, sentendo quel tipico suono sordo e percorrendo certi viali, tornano in mente anche a loro le nostre imprese di quei giorni.

Sta arrivando!



Ho appena letto che il nuovo film di Indiana Jones uscirà in tutto il mondo il 28 maggio prossimo.
Sean Connery non vi prenderà parte, ma io non sto già più nella pelle!

p.s. "Seguitemi, conosco la strada!"

giovedì 27 settembre 2007

Consigli a un giovane scrittore

So che, stando alla sidebar, dovrei essere alle prese con un romanzo di Calvino, ma nel frattempo ho scovato il libro di Vincenzo Cerami che dà il titolo a questo post e non gli ho resistito.
Dal "risvolto" apprendo che è stato adottato addirittura da scuole e università, ma questo particolare, che non mi ha sorpreso, non deve spaventare.
E' un testo piuttosto breve, di nemmeno 200 pagine, che analizza e svela con tono colloquiale le tecniche di costruzione dei testi destinati al cinema, alla radio, alla narrativa e al teatro.
Cerami si sofferma sulla costruzione dei dialoghi, sulle possibilità evocative offerte dai punti di vista, dalle inquadrature, dalle descrizioni e persino dai silenzi. La terminologia usata dall'autore è delle più semplici e i "consigli" vengono resi immediatamente comprensibili grazie alla citazione ad hoc di brani di autori famosi.
Questo libro non è piaciuto solo alla parte di me a cui piace scribacchiare, ma anche, e forse ancora di più, al mio io di lettore. Mi è infatti stato impossibile non richiamare alla mente tanti libri letti, dopo aver finalmente trovato nelle parole di Cerami la spiegazione alle scelte degli autori, che spesso non sono altro che sperimentati meccanismi per ottenere un determinato effetto.
Chiude il testo una riflessione sulla comicità, sulle gag e sulla figura dell'attore comico appassionata e incredibilmente avvincente perché davvero rivelatrice.
Pertanto, consiglio i "Consigli" a tutti i "giovani", siano essi scrittori o lettori; del resto, credo che nel cuore di questi ultimi si nasconda sempre il desiderio, più o meno confessato, di far parte, un giorno, dei primi.

"Consigli a un giovane scrittore" di Vincenzo Cerami, Garzanti, € 8,00

martedì 25 settembre 2007

Fine del primo atto

In questi giorni sono stato molto preso dal lavoro, però non tanto da perdermi l'evoluzione (o l'epilogo) del giallo dell'estate, il delitto atroce di una ragazza trasformato in un circo mediatico mai così becero.
I giornalisti hanno scavato nel passato dei protagonisti, hanno passato al setaccio le loro esistenze e, a parte la loro ormai abituale mancanza di rispetto, mi ha colpito il fatto che non abbiano trovato proprio nulla da raccontare. Nessun fatto degno di nota, se vogliamo escludere il patetico piacere di chi godeva della presenza delle telecamere. Solo il delitto. E, prima di quello, pare, nulla di diverso da ciò che vivono tante persone tutti i giorni.
Sembra che i RIS abbiano trovato prove schiaccianti, però il popolo ha già emesso la sentenza, prima del processo, e ha urlato "assassino" all'unico indagato, che da un mese viveva assediato da cronisti e curiosi, già prigioniero in casa propria.
Tra poco lo spettacolo riprenderà nell'aula di un tribunale e tutti saranno costretti, volenti o nolenti, a sfilare di nuovo davanti a onnipresenti telecamere. Ci sarà un punto fermo, al di là di ogni dubbio, o potremo ancora una volta dividerci in innocentisti e colpevolisti?
L'unica cosa che mi sembra certa è che, chiunque si sia macchiato di un atto così terribile, suscita sì tanta rabbia, ma anche tanta pena.