martedì 8 gennaio 2008

L'arte del dubbio


Questo testo recentemente pubblicato da Sellerio è a tutti gli effetti un manuale, concepito dal magistrato scrittore Carofiglio, sulle tecniche di interrogatorio nei processi penali.
Nell'introduzione l'autore chiarisce che questa edizione rappresenta una versione riveduta e corretta, concepita per essere godibile anche da chi non lavora in un'aula di giustizia. Allo scopo, egli avrebbe cercato di porre in maggior evidenza le storie delle cause finite sotto la sua lente di ingrandimento.
Se questo obiettivo non può dirsi raggiunto, in quanto la protagonista dell'opera era ed è la tecnica dell'interrogatorio, rimanendo sullo sfondo le vicende umane che ne costituiscono lo spunto, il libro si rivela comunque una lettura interessante.
Emergono infatti molti elementi che sorprendono e inducono alla riflessione: su quante facce può avere la verità, su quanto influiscano i nostri (pre)giudizi quando siamo chiamati a riferire un fatto, sulle caratteristiche della psicologia dei bambini e su quante volte dovremmo riflettere prima di porre a qualcuno una domanda di cui non conosciamo la risposta, a prescindere dal fatto che ci troviamo in un'aula di tribunale.
Insomma, un libro che dovrebbe parlare solo a pubblici ministeri e ad avvocati, ma che è in grado di dire qualcosa a ciascuno di noi.

Gianrico Carofiglio, L'arte del dubbio, Sellerio Editore, Eu. 11,00

giovedì 3 gennaio 2008

Buoni propositi


Siccome trascorro gli ultimi giorni dell'anno a fare il punto della situazione e a redigere una sorta di bilancio, sia pure inconsciamente, voglio dare impulso al 2008 con qualche buon proposito. Chissà che mettendoli nero su bianco (o, meglio, bianco su azzurro) non riesca a dare loro un seguito.

1. Fare più sport (evitando però accuratamente di andare a correre - è inutile tentare di andare contro la propria natura!)
2. Mangiare meno schifezze, per la gioia della mia dolce metà
3. Ottimizzare il tempo a mia disposizione (sempre per la gioia della suddetta); ciò implica un drastico taglio alla Playstation
4. Comprare meno fumetti (puntiamo alla qualità!)
5. Leggere i fumetti che ho già in casa, che non ho ancora letto, e che al momento occupano in modo ingiustificato troppi metri quadrati del mio spazio vitale
6. Andare di più al cinema e a teatro
7. Scrivere un po' di più
8. Per tutto quanto non compreso nelle voci precedenti, e per gli aspetti più pregnanti del vivere quotidiano, fare riferimento e trarre ispirazione dall'uomo rappresentato sopra e dal video sotto allegato
9. Alla fin della licenza, toccare. Sempre.

Gamekeeper


Il primo fumetto letto col nuovo anno è Gamekeeper, volume targato Virgin Comis e pubblicato da Panini.
Lo spunto per la storia è fornito niente meno che dal regista di Lock & Stock e The Snatch, Guy Ritchie.
Il protagonista, Brock, fa il guardacaccia presso una tenuta in Scozia, ed è originario della Cecenia.
Com'è arrivato in Scozia?
La risposta in un passato fatto di tragedie personali e intrighi spionistici non ancora risolti, come dimostra l'attacco alla tenuta, sferrato da un commando di mercenari che costringono Brock a uscire dal proprio isolamento per cercare giustizia.
Lo spunto della vicenda, benché concepito da una mente tanto illustre, non brilla per originalità. Quanti eroi taciturni richiamati all'azione ci hanno offerto cinema e fumetti, in questi anni?
Tuttavia, Brock, guardacaccia che ha fatto delle leggi di natura la propria filosofia di vita, intriga, soprattutto per il suo triste passato e per l'alienazione totale che prova quando è costretto ad affrontare una metropoli, unico nemico che non può e non riesce a battere.
Nella sua semplicità quasi ordinaria, Gamekeeper offre al lettore un'avventura dal ritmo frenetico e l'aura di cupo fascino che circonda il protagonista induce alla curiosità per i futuri sviluppi della vicenda.
Insomma, un buon prodotto, alla cui riuscita contribuiscono in modo determinante le matite e i colori di Mukesh Singh, che alterna tratto tormentato a realismo fotografico.
Se siete iscritti al WWF e vi avanzano 13 euro non perdetelo.

mercoledì 26 dicembre 2007

Natale


Il tiramisù come lo faceva mia nonna, anche se proprio come lo faceva lei non riesce mai.
Le chiacchiere durante il pranzo.
Io e mia zia che inventiamo pettegolezzi su persone inesistenti intrecciandoli con quelli riferiti a persone vere.
La via in cui abito, di solito percorsa dalle auto in continuazione, deserta e silenziosa.
La cioccolata con gli amici prima della messa di mezzanotte.
Il cappello natalizio bianco e rosso piazzato con noncuranza sul tavolino del soggiorno, che pare normale, ma si anima e canta “Jingle Bell” con voce da ubriaco quando qualcuno gli passa davanti.
Le fotografie, che faccio sempre quando tutti i parenti sono arrivati, ma che poi mi dimentico di mostrare una volta stampate.
Il sorriso di mia madre.
La passeggiata “digestiva” con mio padre e mio zio per le vie del centro.
Il giro di ricognizione con mia sorella per i regali.
Tanto calore di cui essere felice, e quest'anno un motivo per esserlo di più.

Buone Feste a tutti, anche se un po' in ritardo!

sabato 22 dicembre 2007

I Am Legend

Avete mai letto il libro di Matheson 'Io sono leggenda'? Se non lo avete fatto, vi siete persi un capolavoro, a metà tra horror e fantascienza, scritto in modo magistrale, una storia indimenticabile, con colpi di scena da mozzare il fiato.
Stephen King considera Matheson il proprio maestro, ma la prosa verbosa del primo poco ha in comune con quella secca e micidiale del secondo, a dimostrazione del fatto che le vie della scrittura sono infinite.
Tornando al film, sono proprio curioso di vedere come se la cava Will Smith nei panni di Robert Neville, The last man on earth.
Il trailer promette bene.

martedì 11 dicembre 2007

25 anni fa!


E' incredibile, ma sono passati già 25 anni dall'uscita del mitico Commodore 64.
Ricordo di averlo ottenuto in seconda media, dopo averlo bramato per mesi.
Ricordo anche i pomeriggi a sfasciare joystick giocando alle Olimpiadi.
Ricordo Zaxxon, Impossible Mission e, ovviamente ricordo un sacco di tempo speso a fissare quello schermo di caricamento a strisce colorate.
Le console di oggi non avranno mai quel fascino e i bambini di oggi non potranno mai sentirsi dei pionieri nel mondo dei videogiochi come siamo stati noi.
Va beh, buon compleanno, vecchio C64, e grazie di tutto!

lunedì 10 dicembre 2007

Consigli per gli acquisti...


Dopo aver trascorso il week end in montagna, ho trovato in edicola una piacevole sorpresa.
Sull'ultimo numero di Urania è pubblicato "Gli uomini vuoti", di Dan Simmons, scrittore americano tra i miei preferiti.
Ho adorato il suo ciclo di Hyperion, una storia di fantascienza complessa e ricchissima, in cui viaggi temporali, enigmi scientifici e nemici invincibili si incontrano in un'opera che attraversa molti generi letterari, pone quesiti filosofici e religiosi e rende anche omaggio al poeta inglese John Keats.
Oltre ad altre opere di fantascienza (Ilyum) e horror, ho scoperto di recente anche una sua brillante produzione "gialla": i due romanzi "Hard Case" e "Hard Freeze", apparsi appunto sul Giallo Mondadori.
Non ho ancora potuto affondare i denti in questo "Gli uomini vuoti", scritto nel 1992, ma considerato il valore dell'autore e il prezzo del volume, € 3,90, mi sento di consigliarlo a scatola chiusa.
Sappiatemi dire.

lunedì 3 dicembre 2007

Videogiocatori cattivi, cattivi!


Anche se, come ho scritto qui, la mia vera passione videoludica risponde al nome di Pro Evolution Soccer, non disdegno affatto altri titoli, tra i quali Grand Theft Auto e certi first person shooter dall'indole poco raccomandabile.
Mi sento quindi indirettamente coinvolto dall'ultima polemica contro i videogames sollevata dall'uscita del film-documentario “Moral Kombat”, di cui danno notizia i siti specializzati.
In sostanza, si tratta della trita convinzione che videogiochi violenti inducano alla violenza. Per la verità, la tesi sostenuta dal film è che dietro l'undici settembre ci sarebbero i videogame che, nel rappresentare fedelmente i controlli di volo degli aerei, hanno consentito ai terroristi di prepararsi al meglio...

A mio avviso, i videogame stanno diventando, se già non lo sono, un medium a parte, a cui andrebbe riconosciuta la stessa dignità tributata agli altri linguaggi che nei videogames si fondono.
Inoltre, penso che quando andiamo a vedere un film, leggiamo un libro o un fumetto, rispondiamo a istanze simili a quelle che ci inducono ad accendere una console: una di queste è certamente il desiderio di vivere esperienze diverse da quelle di tutti i giorni.
Se chiudo gli occhi, mi raffiguro accanto a Indiana Jones mentre è inseguito dalla pietra enorme ne I predatori dell'arca perduta; ancora, non ho difficoltà a visualizzare la Los Angeles dei romanzi di Chandler e a vederla con lo sguardo disincantato di Philip Marlowe.
Allo stesso modo, l'adrenalina che provo rubando un'auto e capeggiando una gang di criminali in Grand Theft Auto stuzzica la fantasia e appaga il mio desiderio di sapere cosa si prova a compiere atti che non compirò mai.
Tuttavia, libro e film seguono il percorso imposto dal narratore; nel videogioco, invece, il solo limite è spesso la fantasia di chi impugna il joypad.
Ciò significa che tutti i giocatori di Hitman, Grand Theft Auto, ecc. sono criminali in pectore?
Non credo. Non più di quanto lo sia un regista di film di gangster, almeno.
Penso invece che una parte del divertimento risiede proprio nel sapere che la violenza si esaurisce sullo schermo; quasi una catarsi, insomma.
Ora scusatemi. Devo imbrattare qualche muro con dei graffiti e rubare una spider che mi attizza parecchio.
E se la polizia di San Andreas riuscirà a mettermi le manette, non emetterò un lamento.